Calcolatore del ciclo mestruale
Come funziona il calcolo
Il calcolatore parte semplicemente dal primo giorno della tua ultima mestruazione e aggiunge la durata media del ciclo che indichi, per stimare la data della mestruazione successiva — poi ripete lo stesso passaggio altre tre volte per proiettare le quattro mestruazioni successive. È lo stesso principio con cui funziona un calendario mestruale tenuto a mano, solo automatizzato: nessun dato ormonale, solo aritmetica sul calendario basata sulla lunghezza del ciclo che fornisci.
Il numero mostrato accanto a „giorni di ciclo” indica quanti giorni mancano (o sono passati) rispetto alla data prevista, così puoi vedere a colpo d'occhio se sei in anticipo, in linea o in ritardo rispetto alla tua media.
Perché la stima può sbagliare, anche di molto
Un ciclo mestruale „regolare” di 28 giorni è una media statistica, non la norma per tutte: un ciclo tra 21 e 35 giorni è considerato tipico, e la stessa persona può avere cicli che variano di qualche giorno da un mese all'altro anche senza nulla di anomalo. Più il tuo ciclo è variabile, meno affidabile diventa una proiezione lineare come questa, soprattutto se guardi lontano nel tempo (la quarta mestruazione prevista porta con sé molto più margine di errore della prima).
Anche eventi non legati alla riproduzione possono spostare la data attesa: stress intenso, malattia, cambi di fuso orario o di routine, variazioni di peso importanti, l'allattamento e l'inizio o l'interruzione di un contraccettivo ormonale sono tutte cause comuni di cicli che si allungano, si accorciano o saltano del tutto. Un ritardo isolato raramente è motivo di preoccupazione, ma cicli irregolari che persistono nel tempo, oppure l'assenza di mestruazioni per più di tre mesi consecutivi, meritano di essere discussi con un ginecologo.
Fonti
La definizione di ciclo mestruale „tipico” (in media 28 giorni, con un intervallo normale tra 21 e 35 giorni) riprende le informazioni sulla salute riproduttiva pubblicate dal Ministero della Salute. Per irregolarità persistenti del ciclo, il riferimento resta il proprio ginecologo o consultorio di fiducia.